In Europa, lo diamo per scontato: chi difende ciò che è giusto e denuncia i responsabili non dovrebbe rischiare di perdere tutto. Tanto più quando si parla di genocidio e crimini di guerra.
Eppure, se osi criticare Trump, il suo regime o i suoi alleati come Israele, corri il rischio di subire la loro vendetta.
I giudici che perseguono i crimini di guerra e le organizzazioni per i diritti umani che li documentano, in Ucraina, a Gaza e altrove, vengono puniti per questo.
E le conseguenze possono essere pesantissime. Chi finisce nella lista delle sanzioni dell’amministrazione di Trump non può più pagare l’affitto, fare la spesa, stipulare un’assicurazione sanitaria, prenotare un hotel o un biglietto del treno. Banche,assicurazioni e aziende preferiscono chiudere ogni rapporto piuttosto che rischiare una multa da Washington.
Documentare un genocidio non può costarti il tuo conto in banca.
Raccogliere prove di crimini di guerra non dovrebbe mai impedirti di accedere ai tuoi soldi.
Denunciare i responsabili di crimini contro l’umanità (e i loro complici) non può farti finire nella stessa lista nera insieme dei terroristi di Al-Qaeda o dell’ISIS.
Eppure è esattamente quello che sta succedendo a giudici, organizzazioni per i diritti umani e esperti dell’ONU, come Francesca Albanese ,che fanno questo lavoro.
Ad agosto gli Stati Uniti hanno inserito nella lista dei terroristi globali Autistici/Inventati, un collettivo italiano senza scopo di lucro che da venticinque anni offre caselle e-mail e siti web ad attivisti e associazioni. In pochi giorni la banca ha preventivamente deciso di bloccarne il conto. Se è successo a loro, può succedere a chiunque.
L’Unione Europea ha già uno strumento legislativo per contrastare le prepotenze di Trump e dei suoi compari: lo “Statuto di blocco”. Ma finora non lo l’ha usato, e ha lasciato queste persone sole. Con gravi conseguenze personali per persone come la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, i giudici della Corte penale internazionale e chi lavora per le ONG.
Chiediamo a chi decide in Europa di tenere testa a Trump e di attivare lo Statuto di blocco. Noi lo faremo nelle Istituzioni europee. Tu puoi fare la tua parte scrivendo al tuo ministro degli Affari Esteri e il presidente della Commissione europea.
Jaume Asens 🇪🇸
Saskia Bricmont 🇧🇪
Maria Ohisalo 🇫🇮
Nela Riehl 🇩🇪
Mounir Satouri 🇫🇷
Benedetta Scuderi 🇮🇹
Villy Søvndal 🇩🇰
Tineke Strik 🇳🇱
Deputati al Parlamento europeo del gruppo dei Verdi/ALE
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